martedì 6 gennaio 2009

Recensione di Burzum - Filosofem

Pubblicato nel 1996 ma registrato alcuni anni prima, "Filosofem" non solo è un capolavoro del black metal ma è anche il punto di partenza verso nuove forme di espressione artistica. Assieme a "Hvis lyset tar oss", il precedente album di Burzum, "Filosofem" è stato il più grande tentativo di innovare e reinventare il genere fino a stravolgerne alcuni dogmi. In questi due album infatti, grazie soprattutto all'introduzione di sintetizzatori, Varg Vikernes riesce a rievocare quei sentimenti di solitudine, tristezza e alienazione degni della prima musica cosmica di Klaus Schulze. Ma, in confronto al precedente album, Filosofem compie un ulteriore passo avanti. Sparisce quel pathos tragico e wagneriano che aveva caratterizzato tutta la sua produzione precedente per lasciare posto ad atmosfere ancora più cupe e spettrali ma anche contemplative e mistiche.

L'album è composto da sei lunghe traccie per la durata complessiva di circa 60 minuti.
"Dunkelheit" si apre con un intreccio di chitarre ultra distorte (alla Jesu and mary chain) che caratterizzeranno buona parte dell'album. Ad un certo punto la batteria in sottofondo stacca un tempo lento e regolare sul quale si adagia il tappeto di suoni stridenti ma allo stesso tempo melodici delle chitarre. Mentre alcune note di sintetizzatore sembrano voler consacrare la maestosità del brano arriva la voce distorta di Vikernes, quasi sussurrata, inflessibile. Il testo, che vale la pena citare per la sua profondità, viene ripetuto due volte, la seconda volta semplicemente recitato con voce pulita prima che il brano si chiuda con lo stesso riff iniziale. Nessun assolo, nessun crescendo, nessuno slancio emotivo: solo atmosfera, avvolgente come una fredda nebbia.
"When night falls/she cloaks the world/in impenetrable darkness./A chill rises/from the soil/and contaminates the air/Suddently.../life has new meaning."
"Jesus tod" continua questo viaggio e si spinge oltre. La batteria, vera protagonista di questo brano, stacca un tempo velocissimo e ossessivo seguendo sempre lo stesso pattern, come in un brano techno. Anche le chitarre ripetono gli stessi accordi, con qualche piccola variazione per tutto il pezzo mentre la voce appare solo nella prima metà del brano, per poi lasciare spazio al ripetersi spasimante degli altri strumenti. Burzum ha fatto del loop l'essenza della sua arte sfornando forse il pezzo più alienante di tutto il black metal.
"Erblicket die tochter des firmaments", un brano mid tempo come dunkelheit, è l'ultimo pezzo propriamente black metal di Filosofem.
Con "Gebrechlichkeit pt I" che significa decrepitezza, l'album prende una svolta ambient, alla ricerca di stati di alienazione sempre più profondi. Le urla strazianti ancora presenti sono accompagnate solo dalle chitarre e da due sintetizzatori mentre non è più presente la batteria. Ne risulta un brano pervaso da un senso di disperazione catatonica e di tragedia oramai avvenuta che non ha nulla da invidiare alle cupe atmosfere dei posteriori sunn o))), KTL e Nortt. Un anfratto marcio e oscuro come quello del quadro "Musstad" di Theodor Kittlesen, presente all'interno del booklet, rappresenta il brano meglio di qualunque parola.
In "rundgang um die transzendentale saule der singularitat" scompaiono la voce e le chitarre stridenti per lasciare posto ai suoni morbidi dei sintetizzatori. Dalla nera depressione del brano precedente si passa ad un'atmosfera metafisica, contemplativa e malinconica. L'assenza dei rumori continui lascia un piccolo spiraglio anche al silenzio facendo assomigliare i suoni lunghi di synth a delle tenui vibrazioni sospese nel vuoto cosmico. Dopo questo momento di raccoglimento e riflessione l'album si chiude con Gebrechclichkeit pt II, la coda strumentale di Gebrechlichkeit pt I, il momento più freddo di questo viaggio allucinato. Credo sia difficile e superfluo continuare a descrivere quello che può comunicare un disco del genere e non mi resta che lasciare spazio alle singole interpretazioni di ogni ascoltatore. Dopo aver ascoltato diversi generi ritengo comunque che Filosofem rimanga uno dei dischi più tetri di tutta la musica rock.

giovedì 28 agosto 2008

Le mie canzoni preferite

Era da tanto che non aggiornavo il blog!
Ho qui un elenco di song, le mie preferite, quelle che apprezzo sempre. Le ho messe in ordine sparso, non ci sono gerarchie perchè sono tutte molto diverse tra loro e ne ho scelte non piu di due per gruppo. Per ora non c'è nulla di jazz, di musica italiana e musica classica visto che sono molto ignorante in questi generi. Tenete presente che della maggior parte dei gruppi citati non ho ascoltato tutta la discografia ed è quindi probabile che abbiano fatto di meglio. Se avete qualcosa da consigliarmi, rispondete a questo blog così l'elenco si arricchirà :)

Nico - "The falconer" - GOTHIC ROCK
Robert Wyatt - "alifib-alifie" (queste sono unite) - CANTERBURY
Bob dylan - "Sad eyed lady of the lowland" - FOKL ROCK
Iron Maiden - "Phantom of the opera", "Hallowed by thy name" - HEAVY METAL
Burzum - "Dunkelheit", "Tohmet" - BLACK METAL, AMBIENT
Tim Buckley - "Phantasmagoria in two", "Lorca" - FOLK ROCK, PSYCHEDELIC
Nine inch nails - "Closer", "Big man with a gun" - INDUSTRIAL
Alanis morisette - "Ironic" - ROCK
Swans - "New mind" - GOTHIC ROCK
Jason Becker - "Altitudes" - SPEED METAL, SHRED
Bruce Springsteen - "The river" - FOLK ROCK
Red House Painters - "Medicine bottle", "Michael" - FOLK ROCK
Dinosaurs jr - "Little fury things" - PUNK ROCK
Ramones - "Sheena is a punk rocker" - PUNK ROCK
Butthole surfers - "Cowboy bob" - PSYCHEDELIC PUNK ROCK
Tool - "Lateralus" - PROGRESSIVE, GRUNGE
Metallica - "Fade to black" - THRASH METAL
P.I.L - "Flowers of romance" - PSYCHEDELIC DARK PUNK
The Doors - "The end" - PSYCHEDELIC ROCK
Klaus schulze - "Chromengel", "Ebene" - COSMIC MUSIC
Chumbawamba - "Tubthumping" - ROCK, ELETTRONICA
Built to spill - "I would hurt a fly" - INDIE ROCK
Led zeppelin - "Stairway to heaven" - HARD ROCK
The Systers of mercy - "Temple of Love" - DARK PUNK
My Bloody valentine - "Only Shallow" - SHOEGAZE
Cranberries - "Zombie" - ROCK
Liquido - "Narcotic" - ROCK
Slint - "Washer" - POST ROCK, SLO-CORE
Black Tape for a Blue Girl - "For you will burn your wings upon the sun" - GOTHIC
Meshuggah - "I" - DEATH METAL
Sepultura - "Ratamahatta" - DEATH METAL
King Crimson - "In the court of the krimson king" - PROGRESSIVE (anni 70)
Van der graaf generator - "Man-erg" - PROGRESSIVE (anni 70)
Pink Floyd - "A saucerful of secrets" - PSYCHEDELIC ROCK
System of a Down - "Toxicity" - NU METAL
Pere Ubu - "Nonalignment pact" - INDUSTRIAL
Lightwave - "Uraniborg" - COSMIC AMBIENT


Arricchirò l'elenco probabilmente...

lunedì 24 marzo 2008

Recensione di Ulver - Shadows Of The Sun


Tra tutta la musica che ho sentito nell'ambito "dark" l'ultimo disco degli Ulver mi è sembrato uno dei piu interessanti e innovativi. Dal lontano 1996, quando pubblicarono il loro ultimo disco black metal, gli Ulver intrapresero una carriera che li portò a distinguersi nettamente dagli altri gruppi della scena scandinava assimilando spunti provenienti da generi lontanissimi (trip hop, techno, jazz, ambient e persino musica classica). E tra tutti gli album sperimentali "Shadows Of The Sun" rappresenta un punto di arrivo (e di inizio) verso un genere nuovo in cui tutti gli elementi provenienti da altri generi si amalgamano e costituiscono un corpo unico senza piu essere, come negli album precedenti, delle sporadiche incursioni. Questo è un album malinconico, onirico, cupo, ma non privo di momenti di speranza. Pezzi come, "Shadows Of The Sun", "Like Music", e soprattutto "Vigil" regalano momenti di grande raccoglimento e intimità, ma non sono che attimi che si fondono in una marea di suoni elettronici e svaniscono lentamente. Al posto che esplodere in ritornelli trascinanti, questi pezzi sembrano collassare su se stessi ritornando nel caos originario dal quale hanno preso forma. Il tono dell'album è pacato e antiepico, la voce bassa e penetrante. Le uniche due eccezioni sono "All The Love" e "Let The Children Go" che grazie all'uso della batteria, delle varie percussioni (notevole lavoro di percussioni in let the children go) e della tromba (molto toccante l'assolo di all the love) rendono l'album a tratti acceso ed emotivo. Gli altri pezzi, "Eos", "Funebre" e "What Happened" sono piu classici e avvolgenti grazie all'uso massiccio di archi. "Solitude" è invece una cover jazzata dei Black Sabbath, resa unica grazie agli interventi in punta di piedi del sax. In definitiva, questo album è il capolavoro degli Ulver, che denota una grande sensibilità musicale di ogni singolo componente (potete trovare qui la line-up) e un perfetto connubio tra sperimentazione e uniformità globale dei brani, cosa che agli Ulver non era mai riuscita pienamente. Da questo connubio ne è risultato un genere inclassificabile che definirlo "dark" è troppo limitativo.

domenica 23 marzo 2008

Problema del browser?

Stranamente i link che ho appena messo non funzionano cliccandoci sopra ma forse è un problema del browser. Però funzionano copiandoli manualmente...

http://morkesharing.altervista.org/download/karlpolanyi.doc
http://morkesharing.altervista.org/download/polanyi.zip

http://morkesharing.altervista.org/download/tesi.doc

Lavori universitari

Metto a disposizione gli unici due lavori interessanti che ho fatto per l'università in questi tre anni.
Il primo riguarda l'antropologia economica di Karl Polanyi, disponibile sia in documento di testo sia sotto forma di sito internet (con l'aggiunta di links utili).

Versione doc
Versione HTML

L'altro lavoro è la mia tesi di laurea triennale sul problema del metodo e del progresso scientifico.
Cercherò di esprimere alcune idee ancora in stato embrionale su questi temi derivanti in parte da idee di Paul Feyerabend, Larry Laudan e Imre Lakatos e da una critica piuttosto radicale dell'epistemologia di Marcello Pera. In questi giorni ho l'impressione che si possa andare oltre quello che affermo in questa tesi, verso un "nonsense" della ricerca scientifica. Comunque avrei bisogno di studiare qualcosina a riguardo e per ora non ho tempo, e forse nemmeno molta voglia :D

Versione doc

Se qualcuno leggerà questa tesi e avrà domande o contestazioni scriva pure a morke@email.it

lunedì 10 marzo 2008

Apertura del blog

Ho aperto questo blog ma non so di preciso come posso utilizzarlo. All'inizio avevo un sito che è stato chiuso per inutilizzo nel quale ho pubblicato i miei lavori fatti all'università. Per adesso, mi piacerebbe continuare a parlare di questi argomenti e mettere i miei lavori a disposizione di tutti.
Sarei contento di parlare anche di qualsiasi altro argomento, ma con altre persone, per fare in modo che non diventino monologhi. :D